

212. Tangentopoli e la crisi del sistema politico italiano.

Da: G. Neppi Modona, Tangentopoli e Mani pulite: dopo le indagini,
i processi, in Stato dell'Italia, Il Saggiatore-B. Mondadori,
Milano, 1994.

Gli sviluppi politici italiani degli anni Novanta sono stati
fortemente condizionati dalle vicende di tangentopoli, ossia
dall'emergere di gravi scandali politico-finanziari, che hanno
contribuito a mettere in crisi i partiti tradizionali e l'intero
sistema politico. Il giurista Guido Neppi Modona delinea le
ragioni processuali ed extraprocessuali di questo fenomeno, che,
egli afferma, ha finito per attribuire alla magistratura un ruolo
politico, assolutamente inedito nella storia giudiziaria italiana
e, pi in generale, delle democrazie occidentali: quello di aver
contribuito alla crisi irreversibile di un intero sistema
politico, che aveva governato l'Italia per quasi un
cinquantennio.


Le indagini della giustizia penale negli anni 1992-1994 hanno
portato alla luce un diffusissimo sistema di corruzione, nel quale
sono rimasti coinvolti quasi 200 parlamentari dei partiti di
governo (e marginalmente anche delle forze di opposizione), i
segretari dei partiti di maggioranza, numerosi ministri e
direttori generali dei ministeri, la maggior parte degli enti
pubblici territoriali e dell'amministrazione locale, i principali
gruppi imprenditoriali e finanziari.
Non vi  praticamente stato appalto per la prestazione di beni o
servizi in favore della pubblica amministrazione che non sia
risultato inquinato da manovre concussive o corruttive, in vista
dell'illecito finanziamento dei partiti e, sovente, del
contestuale arricchimento personale di esponenti politici e della
pubblica amministrazione: in ciascun settore le varie inchieste
giudiziarie hanno accertato l'esistenza di un copione unico, fatto
di reati che spaziano dalla concussione alla corruzione, dal
finanziamento illecito dei partiti alla ricettazione, dal falso in
bilancio alla frode fiscale.
Alla fine del 1993 nella sola sede giudiziaria della procura della
repubblica di Milano oltre 1000 erano le persone sottoposte alle
indagini, 500 gli ordini di custodia cautelare, oltre duecento le
richieste di rinvio a giudizio. A ragione si  dunque parlato di
una vera e propria rivoluzione, condotta con gli strumenti legali
del processo penale. La magistratura  stata accreditata del ruolo
politico, assolutamente inedito nella storia giudiziaria italiana
e, pi in generale, delle democrazie occidentali, di avere
concorso alla crisi irreversibile di un intero sistema politico,
che aveva governato l'Italia per quasi un cinquantennio. Le
ragioni di questa eccezionale stagione giudiziaria sono nello
stesso tempo processuali ed extraprocessuali [...]. Gli stessi
pubblici ministeri di Milano hanno in pi occasioni rilevato che
le cause extraprocessuali sono state di gran lunga prevalenti: in
effetti,  stato il mutamento del quadro politico e del modo di
sentire della gente a consentire ai giudici di utilizzare gli
strumenti processuali al massimo delle loro potenzialit.
Sul terreno strettamente processuale, le inchieste su
Tangentopoli sono state certamente agevolate dagli accresciuti e
pi agili poteri investigativi riconosciuti al pubblico ministero
dal nuovo codice di procedura penale, entrato in vigore nel 1989.
Al pubblico ministero  stata infatti riconosciuta la facolt di
svolgere investigazioni libere, informali e segrete (cio senza
obbligo di informare la persona sospettata e di invitarla a
nominare un difensore) sino a quando i sospetti non si siano
trasformati in precisi elementi di accusa. E' quindi presumibile
che i pubblici ministeri di Milano abbiano svolto investigazioni
ben prima del 17 febbraio 1992, data in cui hanno ufficialmente
preso avvio le indagini nei confronti di Mario Chiesa, presidente
del Pio Albergo Trivulzio [ente comunale milanese cui fanno capo
le istituzioni per l'assistenza agli anziani e all'infanzia],
arrestato in flagranza mentre stava incassando una modesta
tangente di 7 milioni.
Modifiche dell'ordinamento giudiziario coeve all'entrata in vigore
del nuovo codice hanno inoltre legittimato l'istituzione di gruppi
di magistrati coordinati tra loro per seguire a tempo pieno filoni
di indagini particolarmente delicate e complesse: il pool Mani
Pulite di Milano  appunto espressione di queste utilissime forme
di coordinamento, gi sperimentate di fatto ai tempi dei processi
di terrorismo e, poi, a Palermo durante le prime grandi inchieste
sulla mafia condotte da A. Caponnetto, G. Falcone e P. Borsellino.
Infine, a Milano come nelle altre sedi giudiziarie, le inchieste
Mani Pulite si sono sviluppate senza trovare ostacoli nei
paralizzanti conflitti di competenza tra i vari uffici, che in
passato erano stati una delle cause principali dell'insabbiamento
delle indagini sulle illegalit del potere. Qui le cause
processuali si fondono gi con il nuovo clima politico: i
magistrati hanno avvertito che l'opinione pubblica non avrebbe
accettato i trabocchetti dei balletti di competenza per bloccare o
ritardare le indagini e hanno utilizzato i meccanismi offerti dal
nuovo codice per coordinare le inchieste tra le diverse sedi
giudiziarie.
Le cause principali del travolgente sviluppo delle indagini sono
per state politiche e di costume. A mano a mano che si consumava
il crollo del vecchio sistema dei partiti (particolarmente
significativa  la data delle elezioni politiche del 5-6 aprile
1992), sono radicalmente mutati gli atteggiamenti e la mentalit
della coscienza collettiva nei confronti del malcostume politico-
affaristico e dei magistrati che conducevano le inchieste. Le
indagini giudiziarie sono state accolte con un senso di
liberazione anche da chi per lunghi anni era stato nello stesso
tempo artefice e vittima del sistema delle tangenti. Si 
verificato un fenomeno che all'inizio ha sconcertato gli stessi
pubblici ministeri: non solo chi aveva gi ricevuto
un'informazione di garanzia ammetteva le proprie responsabilit e
indicava quelle di altri, ma decine di potenziali imputati,
soprattutto imprenditori, si presentavano spontaneamente negli
uffici della procura e confessavano il pagamento di tangenti.
Nella collaborazione degli stessi imputati con la giustizia sta
probabilmente la causa principale della crescita in progressione
geometrica delle indagini. Ci che sino a ieri era stato accettato
come un'ordinaria regola dell'agire politico, si  trasformato
nella coscienza collettiva in comportamenti politicamente e
moralmente censurabili, non pi sopportabili, anche a costo di
pagare di persona. Caduti i referenti politici che avevano fino ad
allora legittimato quei comportamenti, politici e imprenditori,
corrotti e corruttori, non pi sostenuti dall'esercizio del
potere, sono divenuti, di fronte a se stessi e all'opinione
pubblica, ci che in realt erano sempre stati: ordinari autori di
gravi reati, e si sono di conseguenza comportati come fa qualsiasi
imputato, cercando di prevenire o di ridurre al minimo gli effetti
del processo penale.
L'atteggiamento collaborativo della maggior parte degli stessi
imputati  stato dunque determinante. Non si dimentichi che gli
illeciti trasferimenti di denaro in nero non lasciano prove
documentali e possono essere accertati solo mediante le ammissioni
di chi ha dato o ricevuto: anche il pagamento di una tangente in
Svizzera pu essere verificato solo dopo che uno degli imputati
abbia indicato la banca e il numero del conto.
